Questo workflow raccoglie i lead inviati da un form o da un’altra fonte tramite webhook, controlla i dati ricevuti e arricchisce le informazioni usando il sito web dell’azienda. Google Gemini valuta quanto il contatto corrisponde ai criteri di qualificazione e assegna un livello — hot, warm o cold. I risultati vengono registrati in Google Sheets; i lead hot generano anche un messaggio in Slack.
A cosa serve
È pensato per chi riceve richieste commerciali online e vuole uniformare la prima valutazione dei contatti. Invece di esaminare ogni invio da zero, il workflow può segnalare quelli da seguire con priorità e conservare un record dei lead elaborati. Può essere utile a freelance e piccole imprese che gestiscono le richieste da un form o da un altro servizio capace di inviare dati con una richiesta HTTP POST.
La valutazione automatica non sostituisce i criteri commerciali: il punteggio e le soglie vanno adattati al profilo di cliente ideale e al modo in cui l’attività decide quali contatti seguire per primi.
Come funziona
Il workflow riceve i dati del lead tramite un webhook e risponde subito con un codice 200 e un ID generato per il contatto. Poi normalizza i campi principali, come nome, email, azienda, sito web, ruolo e messaggio. Segnala gli indirizzi email gratuiti o usa-e-getta e marca come junk gli invii che sembrano spam o test.
Per i lead che superano questi controlli, interroga un’API pubblica di scoring delle email. Se il verdetto indica un indirizzo non valido o usa-e-getta, il lead viene marcato come junk. Per i contatti non classificati come junk, il workflow recupera la homepage dell’azienda ed estrae dal suo HTML un breve testo semplice.
Gemini riceve i dettagli del lead e il testo estratto dal sito. Il risultato strutturato comprende un punteggio ICP, una fascia hot/warm/cold, le ragioni principali, un’azione successiva e un livello di confidenza. Il workflow combina queste informazioni con i dati del lead e aggiunge il risultato a una scheda Google Sheets chiamata “Leads”. Se la fascia è hot, pubblica inoltre un avviso formattato in un canale Slack.
Cosa ti serve
Servono credenziali per Google Gemini, Google Sheets e Slack. Per Sheets occorre un foglio di calcolo con una scheda chiamata “Leads”; il suo ID va inserito nella configurazione. Per Slack va impostato anche l’ID del canale in cui pubblicare gli avvisi, con i permessi necessari per inviare messaggi.
Devi inoltre definire la descrizione del tuo cliente ideale (ICP) e le soglie che separano i lead hot e warm. Infine, configura la fonte dei lead perché invii i dati in formato JSON con una richiesta HTTP POST all’URL del webhook. Il workflow usa anche un’API pubblica per valutare l’email: dopo l’importazione, controlla come è configurato questo passaggio e se richiede credenziali o impostazioni aggiuntive.
Come importarlo
Apri la pagina del template su n8n.io e scegli “Use for free”, oppure copia il JSON del workflow e incollalo in un nuovo workflow n8n. Dopo l’importazione, collega le credenziali ai nodi che interagiscono con Gemini, Google Sheets e Slack. Aggiorna l’ID del foglio, l’ID del canale Slack, la descrizione ICP e le soglie nella configurazione. Verifica anche i campi attesi dal webhook e che la fonte invii un JSON compatibile; poi configura la fonte con l’URL del trigger webhook.
Prima di usarlo con invii reali, controlla che la scheda si chiami esattamente “Leads” e che i campi registrati corrispondano a quelli che vuoi conservare. È utile verificare anche il testo estratto dalla homepage e la gestione dei lead classificati come junk, così da assicurarsi che siano adatti ai tuoi dati e ai tuoi criteri.
n8n Cloud o self-hosted
Il template usa nodi nativi di n8n, quindi può essere eseguito sia su n8n Cloud sia su un’installazione self-hosted. In entrambi i casi devi configurare le credenziali dei servizi collegati e rendere disponibile l’URL webhook alla fonte che invia i lead.
Limiti
La qualità della classificazione dipende dai dati ricevuti, dal contenuto recuperabile sul sito aziendale e dai criteri configurati per Gemini. L’estrazione del sito è descritta come uno scraping di base: non va considerata una garanzia di arricchimento completo. Le soglie, i campi attesi, la configurazione dell’API di scoring email e il comportamento in caso di dati mancanti o siti non accessibili sono aspetti da verificare e, se necessario, adattare dopo l’importazione.


