Valuta e instrada i lead con Gemini, Slack e Google Sheets

Riceve i lead via webhook, li arricchisce e valuta con Gemini, li registra in Google Sheets e avvisa su Slack per quelli hot.

· a cura di Bernardo Mannelli · template originale di mzaghloul su n8n.io

Google SheetsSlackGoogle Gemini

In breve

  • Ideale per: freelance e piccole imprese che vogliono qualificare e dare priorità ai lead in arrivo.
  • Cosa serve: credenziali Gemini, Google Sheets e Slack, un foglio “Leads” e una fonte che invii JSON al webhook.
  • Attenzione: configura ICP e soglie; verifica anche l’API di scoring email e i campi attesi dal webhook.

Questo workflow raccoglie i lead inviati da un form o da un’altra fonte tramite webhook, controlla i dati ricevuti e arricchisce le informazioni usando il sito web dell’azienda. Google Gemini valuta quanto il contatto corrisponde ai criteri di qualificazione e assegna un livello — hot, warm o cold. I risultati vengono registrati in Google Sheets; i lead hot generano anche un messaggio in Slack.

A cosa serve

È pensato per chi riceve richieste commerciali online e vuole uniformare la prima valutazione dei contatti. Invece di esaminare ogni invio da zero, il workflow può segnalare quelli da seguire con priorità e conservare un record dei lead elaborati. Può essere utile a freelance e piccole imprese che gestiscono le richieste da un form o da un altro servizio capace di inviare dati con una richiesta HTTP POST.

La valutazione automatica non sostituisce i criteri commerciali: il punteggio e le soglie vanno adattati al profilo di cliente ideale e al modo in cui l’attività decide quali contatti seguire per primi.

Come funziona

Il workflow riceve i dati del lead tramite un webhook e risponde subito con un codice 200 e un ID generato per il contatto. Poi normalizza i campi principali, come nome, email, azienda, sito web, ruolo e messaggio. Segnala gli indirizzi email gratuiti o usa-e-getta e marca come junk gli invii che sembrano spam o test.

Per i lead che superano questi controlli, interroga un’API pubblica di scoring delle email. Se il verdetto indica un indirizzo non valido o usa-e-getta, il lead viene marcato come junk. Per i contatti non classificati come junk, il workflow recupera la homepage dell’azienda ed estrae dal suo HTML un breve testo semplice.

Gemini riceve i dettagli del lead e il testo estratto dal sito. Il risultato strutturato comprende un punteggio ICP, una fascia hot/warm/cold, le ragioni principali, un’azione successiva e un livello di confidenza. Il workflow combina queste informazioni con i dati del lead e aggiunge il risultato a una scheda Google Sheets chiamata “Leads”. Se la fascia è hot, pubblica inoltre un avviso formattato in un canale Slack.

Cosa ti serve

Servono credenziali per Google Gemini, Google Sheets e Slack. Per Sheets occorre un foglio di calcolo con una scheda chiamata “Leads”; il suo ID va inserito nella configurazione. Per Slack va impostato anche l’ID del canale in cui pubblicare gli avvisi, con i permessi necessari per inviare messaggi.

Devi inoltre definire la descrizione del tuo cliente ideale (ICP) e le soglie che separano i lead hot e warm. Infine, configura la fonte dei lead perché invii i dati in formato JSON con una richiesta HTTP POST all’URL del webhook. Il workflow usa anche un’API pubblica per valutare l’email: dopo l’importazione, controlla come è configurato questo passaggio e se richiede credenziali o impostazioni aggiuntive.

Come importarlo

Apri la pagina del template su n8n.io e scegli “Use for free”, oppure copia il JSON del workflow e incollalo in un nuovo workflow n8n. Dopo l’importazione, collega le credenziali ai nodi che interagiscono con Gemini, Google Sheets e Slack. Aggiorna l’ID del foglio, l’ID del canale Slack, la descrizione ICP e le soglie nella configurazione. Verifica anche i campi attesi dal webhook e che la fonte invii un JSON compatibile; poi configura la fonte con l’URL del trigger webhook.

Prima di usarlo con invii reali, controlla che la scheda si chiami esattamente “Leads” e che i campi registrati corrispondano a quelli che vuoi conservare. È utile verificare anche il testo estratto dalla homepage e la gestione dei lead classificati come junk, così da assicurarsi che siano adatti ai tuoi dati e ai tuoi criteri.

n8n Cloud o self-hosted

Il template usa nodi nativi di n8n, quindi può essere eseguito sia su n8n Cloud sia su un’installazione self-hosted. In entrambi i casi devi configurare le credenziali dei servizi collegati e rendere disponibile l’URL webhook alla fonte che invia i lead.

Limiti

La qualità della classificazione dipende dai dati ricevuti, dal contenuto recuperabile sul sito aziendale e dai criteri configurati per Gemini. L’estrazione del sito è descritta come uno scraping di base: non va considerata una garanzia di arricchimento completo. Le soglie, i campi attesi, la configurazione dell’API di scoring email e il comportamento in caso di dati mancanti o siti non accessibili sono aspetti da verificare e, se necessario, adattare dopo l’importazione.

Le app usate in questa automazione

Per far funzionare il template ti serve un account su queste app.

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