Questo workflow parte da un URL e usa un agente AI per esplorare le pagine collegate e raccogliere informazioni. L’esempio è pensato per trovare link ai profili social, ma prompt e schema JSON si possono modificare per cercare altri dati, come informazioni di contatto. Supabase serve per gestire i dati in ingresso e quelli raccolti in uscita; è possibile sostituirlo con un altro database, adattando il workflow.
A cosa serve
Può aiutare a raccogliere informazioni pubblicate su un sito senza controllare manualmente ogni pagina. Si fornisce l’indirizzo del sito da esaminare e l’agente cerca tra i link disponibili una pagina che potrebbe contenere il dato richiesto. Per esempio, per cercare informazioni di contatto può provare a individuare una pagina come /contact e analizzarne il testo.
Il caso d’uso già impostato riguarda i link ai profili social. Non è però limitato a quell’esempio: puoi cambiare le istruzioni dell’agente e lo schema che definisce la struttura dei dati da restituire. Il risultato dipenderà da queste impostazioni e dalle informazioni che il sito rende accessibili attraverso le pagine collegate.
Come funziona
L’URL di partenza è il punto da cui comincia la ricerca. L’agente dispone di due strumenti: uno recupera il testo della pagina e l’altro estrae i link presenti. Può usare i link per spostarsi verso altre pagine e cercare lì le informazioni richieste, quindi restituire i dati secondo le istruzioni e lo schema configurati.
Supabase gestisce input e output. Per avviare una prova si possono collegare al database gli indirizzi dei siti oppure inserire dati di esempio nel trigger manuale. La configurazione comprende anche le credenziali OpenAI. È inoltre possibile separare gli strumenti dell’agente in workflow distinti, ma questa parte è facoltativa.
Cosa ti serve
Servono URL di siti da analizzare, credenziali per Supabase e credenziali OpenAI. Prima di avviare il workflow, verifica che il database contenga i dati nel formato atteso e che la configurazione permetta di leggere gli URL e gestire i risultati. OpenAI e Supabase possono richiedere account, credenziali o piani propri; il workflow è gratuito, ma questo non implica che lo siano anche i servizi collegati.
Se vuoi cercare dati diversi dai profili social, modifica il prompt dell’agente e lo schema JSON collegato. Controlla che i campi richiesti corrispondano alle informazioni che vuoi ottenere e a come intendi salvarle. Se cambi database, adatta i nodi e i collegamenti interessati: la sostituzione non avviene automaticamente.
Come importarlo
Apri il workflow su n8n.io e scegli “Use for free”, oppure copia il JSON e incollalo in un nuovo workflow n8n. Dopo l’importazione, configura le credenziali dei nodi che comunicano con servizi esterni, in particolare OpenAI e Supabase. Poi controlla la sorgente degli URL, il prompt, lo schema di output e la destinazione dei risultati. Per una prima verifica puoi usare dati di esempio sul trigger manuale, come previsto dalla configurazione del workflow.
n8n Cloud o self-hosted
Il workflow usa nodi nativi di n8n o community node verificati, quindi può essere eseguito sia su n8n Cloud sia su un’installazione self-hosted. Se nella propria istanza si usa un community node verificato, l’owner o un amministratore deve installarlo dal pannello dei nodi, nella sezione “More from the community”. In ogni caso, occorre configurare le credenziali dei servizi collegati.
Limiti e verifiche
Il workflow parte dagli URL forniti: non sostituisce la scelta dei siti da esaminare. La copertura dipende dai link che trova e dalle informazioni presenti nelle pagine raggiunte, quindi non va dato per scontato che individui tutti i dati desiderati. Dopo l’importazione, prova il prompt sui tuoi casi, verifica lo schema JSON e controlla che i risultati salvati in Supabase siano utili e corretti per il tuo lavoro.


