← Blog

Il nodo HTTP Request di n8n: collegare qualsiasi servizio che ha un'API

Guida· di Bernardo Mannelli

n8n ha centinaia di nodi pronti per le app più diffuse. Ma prima o poi ti servirà un servizio che non ha il suo nodo: il gestionale di fatturazione, il CRM di settore, un servizio pubblico di dati. Qui entra in gioco il nodo HTTP Request, il più utile da imparare dopo quelli di base: con lui puoi collegare qualsiasi servizio che abbia un’API.

Questa guida spiega come configurarlo, con un esempio pratico senza chiavi né costi. Riferimento: n8n 2.43, ottobre 2026.

Un’API in due righe

Un’API è un ingresso che un servizio mette a disposizione dei programmi, invece che delle persone. Tu non apri una pagina web: mandi una richiesta a un indirizzo preciso e ricevi una risposta con i dati, di solito in formato JSON.

Ogni richiesta ha quattro ingredienti:

  1. il metodo: cosa vuoi fare;
  2. l’indirizzo (URL o endpoint): a chi lo chiedi;
  3. l’autenticazione: chi sei;
  4. eventuali parametri o un corpo (body): i dettagli della richiesta.

Il nodo HTTP Request ha un campo per ciascuno.

I metodi: cosa vuoi fare

Metodo A cosa serve Esempio
GET leggere dati l’elenco dei clienti
POST creare qualcosa una nuova fattura
PUT o PATCH modificare qualcosa l’indirizzo di un cliente
DELETE cancellare qualcosa un appuntamento annullato

Il nodo offre anche HEAD e OPTIONS, che servono raramente. Quale metodo usare lo dice la documentazione del servizio, per ogni operazione.

Esempio pratico: i giorni festivi italiani

Un caso utile: non mandare promemoria ai clienti nei giorni festivi. Il servizio gratuito Nager.Date restituisce i festivi nazionali di ogni Paese, senza chiave API.

  1. Aggiungi un nodo HTTP Request.
  2. Method: GET.
  3. URL:
https://date.nager.at/api/v3/PublicHolidays/2026/IT
  1. Authentication: nessuna.
  2. Esegui il nodo.

La risposta è un elenco di festività, una per elemento, così:

[
  {
    "date": "2026-01-01",
    "localName": "Capodanno",
    "name": "New Year's Day",
    "countryCode": "IT",
    "global": true,
    "types": ["Public"]
  },
  {
    "date": "2026-01-06",
    "localName": "Epifania",
    "name": "Epiphany",
    "countryCode": "IT",
    "global": true,
    "types": ["Public"]
  }
]

Nel pannello di uscita del nodo vedi ogni festività come un elemento separato. Da qui puoi aggiungere un nodo Filter che tiene solo la festività con date uguale a oggi: se non ne resta nessuna, è un giorno lavorativo e il workflow prosegue con i promemoria.

Per rendere l’anno automatico, nell’URL sostituisci 2026 con un’espressione: {{ $now.year }}.

Parametri, intestazioni e corpo

Il nodo ha tre interruttori per aggiungere dettagli alla richiesta. Per ciascuno puoi compilare i campi uno per uno (Using Fields Below) oppure incollare un JSON (Using JSON).

  • Send Query Parameters: aggiunge parametri all’indirizzo, dopo il punto interrogativo. Esempio: ?stato=aperto&limite=50 per chiedere solo le pratiche aperte, 50 alla volta.
  • Send Headers: aggiunge intestazioni, cioè informazioni tecniche sulla richiesta. La documentazione del servizio dice quali servono.
  • Send Body: aggiunge il contenuto da mandare, per le richieste che creano o modificano qualcosa (POST, PUT, PATCH). Il formato più comune è JSON.

Autenticazione: chiavi API e credenziali

Quasi tutti i servizi vogliono sapere chi sei. Nel campo Authentication hai due strade:

  • Predefined Credential Type: se n8n conosce già il servizio, scegli la sua credenziale. È la via più semplice e quella consigliata dalla documentazione di n8n, anche per servizi che hanno già un nodo ma non l’operazione che ti serve.
  • Generic Credential Type: per tutti gli altri. Le scelte più comuni sono Header Auth (la chiave va in un’intestazione, spesso Authorization: Bearer ...), Query Auth (la chiave va nell’indirizzo), Basic Auth (nome utente e password) e OAuth2 (l’accesso con il tuo account, come per Google).

Una regola importante: non scrivere mai la chiave API direttamente nei campi del nodo. Crea una credenziale: n8n la conserva cifrata e non finisce nei file JSON quando esporti o condividi il workflow.

La scorciatoia: Import cURL

Molte documentazioni mostrano gli esempi come comandi cURL, così:

curl -X GET "https://api.esempio.it/v1/clienti?limite=50" \
  -H "Authorization: Bearer LA_TUA_CHIAVE"

Non serve capirli tutti: nel nodo HTTP Request premi Import cURL, incolla il comando e conferma. n8n compila da solo metodo, indirizzo, parametri e intestazioni.

Due attenzioni:

  • l’importazione sostituisce la configurazione che c’era nel nodo;
  • se il comando contiene una chiave vera, dopo l’importazione toglila dalle intestazioni e spostala in una credenziale.

Le opzioni che servono davvero

Con Add Option trovi impostazioni in più. Le più utili:

  • Pagination: molti servizi restituiscono i dati a pagine (per esempio 100 clienti alla volta). Con questa opzione il nodo chiede da solo le pagine successive, aggiornando un parametro a ogni richiesta oppure seguendo l’indirizzo della pagina successiva indicato nella risposta.
  • Batching: manda le richieste a gruppi, con una pausa tra un gruppo e l’altro. Serve a rispettare i limiti di richieste dei servizi.
  • Timeout: quanto aspettare una risposta prima di arrendersi.
  • Response: il formato della risposta (JSON, testo, file) e, con Never Error, la possibilità di non fermare il workflow quando il servizio risponde con un errore, per gestirlo tu.

Nella scheda delle impostazioni del nodo trovi anche Retry On Fail, per riprovare in automatico se la richiesta fallisce: utile con i servizi che ogni tanto non rispondono.

Gli errori più comuni

Ogni risposta ha un codice di stato. Quelli che vedrai più spesso:

Codice Significa Cosa controllare
400 Richiesta sbagliata Il corpo o i parametri non sono come li vuole il servizio
401 Non autenticato La chiave API manca, è sbagliata o scaduta
403 Non autorizzato La chiave è giusta ma non ha il permesso per quell’operazione
404 Non trovato L’indirizzo è sbagliato, o l’elemento non esiste
429 Troppe richieste Hai superato il limite: usa Batching o rallenta il workflow
500–503 Errore del servizio Il problema è dall’altra parte: riprova più tardi, con Retry On Fail

Prima di collegare un servizio

Una lista rapida da controllare nella documentazione del servizio:

  1. Ha un’API? Cerca “API” o “developer” nel suo sito.
  2. È inclusa nel tuo piano? Alcuni servizi la danno solo nei piani a pagamento.
  3. Come si autentica? Chiave API, OAuth o altro.
  4. Che limiti ha? Quante richieste al minuto o al giorno.
  5. C’è un ambiente di prova? Molti servizi, per esempio quelli di fatturazione, offrono un ambiente demo dove sbagliare non costa nulla.

Cerchi un servizio da collegare? Toolperstartup ha un catalogo di oltre 40.000 API, consultabile per categoria. La pagina è scritta per Make, ma le API sono le stesse: in n8n le colleghi con il nodo HTTP Request, seguendo i passi di questa guida.

Da qui in poi

Con il nodo HTTP Request il catalogo di n8n diventa praticamente illimitato. Per vedere come i template collegano servizi diversi tra loro, guarda per esempio:

Se sei all’inizio, prima di questo nodo conviene fare le prime 5 automazioni n8n: l’ultima è proprio una richiesta a un’API pubblica. E se stai ancora decidendo lo strumento, leggi n8n, Make o Zapier: quale scegliere.